È un po’ che ci sto pensando e sono sempre più convinta di non voler essere madre.
Me ne danno prova le madri con cui ho avuto a che fare, che su cinque conosciute per lunghi periodi di tempo se ne salvava solo una.
Me ne dà la prova il fatto che queste madri sono pecorone che sbagliano pensando di essere nel giusto e non sanno educare i figli, e dio solo sa perché li mettono al mondo se non sono neanche in grado di insegnar loro il rispetto per gli adulti e soprattutto la disciplina.
A volte guardo questi ragazzini e mi dico che se fossero miei li prenderei a schiaffi dalla mattina alla sera, ché lo schiaffo non ha mai fatto male a nessuno e spesso e volentieri serve per delineare un limite.
Sarà che io con mia madre non ho un buon rapporto e non ce l’ho mai avuto.
Sarà che di esseri umani il mondo è pieno e che, se mai mi dovrò riprodurre, di certo non potrò mettere al mondo un panda o un leone bianco.
Quindi no.
No, grazie.
Se mai dovessi avere un figlio, sarà di certo per errore o per disgrazia.
Tutto sì, ma madre mai.
Quote of the day
La cosa più coraggiosa che io abbia mai fatto è stata continuare la mia vita quando avrei voluto morire.
J. Lewis
Non so chi sia questo autore, non so da che libro sia stata tratta questa citazione.
L’ho trovata su FB e ho sentito il bisogno di rifletterci un po’.
Fucking fuck yeah!
Solo per dire che stamattina Mors ha conquistato l’autostrada! *_*
(Hunger Games volge al termine… a cento pagine dalla fine del terzo libro, non lo voglio leggere perché so che finirà. Mi mancheranno i miei personaggi [tranne Gale, lui se ne può andare a morire altrove] ç_ç)
Find me back
Da anni so di aver perso pezzi d’anima per strada.
Un po’ qui e un po’ là, lasciati in città, in oggetti, in persone… comunque persi.
Me ne sono accorta perché in un certo determinato momento della mia vita sono diventata sociopatica e ho iniziato a fregarmene altamente di quelli che erano i pianti e i lamenti delle persone che mi circondavano – e anche dei miei [io non mi lamento. Mai.]
Me ne sono accorta perché, quando si diventa adulti, quando si cresce, quando si sceglie di affrontare problemi grandi da soli, se ne esce cambiati. E il cambiamento è un po’ come una compravendita: ottieni qualcosa, ma perdi qualcos’altro. E quel qualcos’altro non è mai “un pochino”, soprattutto se la crescita è tanta.
Io ho pagato la mia sopravvivenza con pezzi d’anima.
Ma mi sto ritrovando.
Pian piano i vuoti si colmano e le vecchie passioni tornano a destare in me l’interesse di un tempo, quando non ero così tanto MeStessa e coltivavo ancora una speranza di diventare una bimbaminkia che non capisce nulla e perciò vive meglio.
Non è molto, ma è pur sempre qualcosa per chi, come me, aveva perso troppa anima.
(Sulla sociopatia, purtroppo, non posso farci nulla: il pezzo della compassione verso il mio prossimo non c’è mai stato ma solo recentemente ho smesso di nascondere che non provo pietà)
A volte c’ è solo questo
Ovviamente mi riferivo allo scaraglinosanto del mio amorevole Alexi.

© Elisa G.|
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