Credo, personalmente, che in ogni cosa esistano dei limiti standard e dei limiti individuali.
A volte, i limiti individuali e quelli collettivi dovrebbero combaciare, per buonsenso, per educazione e, in generale, per grandi prove di intelligenza.
Sfortunatamente, la società di oggi ci mette davanti a individui che di limiti ne hanno sempre meno e, per questo, si sentono padroni del mondo.
Beninteso, a me come individuo, se non mi scassano la minchia, questo non interessa: come ho detto in altri contesti e in altre sedi, mi lasci stare e io vivo nel mio, mi rompi le palle e io ti distruggo.
O, ancora meglio, ti elimino dalla mia vita in quanto persona inutile a livello sociale, ma presente a uso e consumo di causare problemi.
Problemi io non ne io voglio; questo meraviglioso anno 2008 è stato, sotto ogni aspetto, una rottura di maroni incredibile, considerati tutti gli elementi che si sono arrogati il diritto di venirmi a dire com’ero o come non ero, senza, per altro, chiedersi se loro, per primi, non avrebbero dovuto farsi un mezzo esame di coscienza, prima di andare a guardare la trave nell’occhio altrui.
Si arriva, dunque, al momento cruciale della situazione, ossia il mio non aver voglia di seghe mentali o vomiti interni degli altri, soprattutto nel momento in cui io devo sistemare tante cose e non so ancora come andranno a finire, cose tipo lavoro e università, non dove andare a ballare domani sera - problema preso in esempio - o che bevuta prendere.
Problemi fava dalla gente non ne voglio, non ne ho più voglia e non ho il tempo materiale da perderci dietro - se fossero problemi seri, in ogni caso, cambierebbe la situazione; qui si tratta di puttanate su puttanate.
Io non so cosa passi nella testa della gente regredita a livello “quindicenne new age deficiente” e, francamente, neanche mi interessa.
Solo che, vedere simili casi di “andarsela a cercare e trascinare la gente per i capelli nel loro fantaverso fatto di idiozie”, mi lascia semplicemente spiazzata, al punto che non ho più parole che non siano mortalmente offensive.
È ovvio, è giusto che ognuno abbia i suoi interessi, com’è giusto che, essendo tante persone diverse e tutte in fase di crescita, non tutti abbiano gli stessi hobby o lo stesso senso del “giusto” e dello “sbagliato”. Se fosse semplicemente così, il problema non si porrebbe.
Ma c’è un limite anche a questo; intendo dire che se sai che a una persona non interessano determinate cose, a meno che tu non voglia fare un meraviglioso monologo, hai la decenza di abbozzarla al primo segno di cedimento - tipo sbadiglio, prova di cambiamento d’argomento o che-so-io.
Evidentemente no.
Se una persona mi viene a raccontare quanto tromba, dove tromba, come tromba e quanto ce l’ha lungo il tizio nuovo che si porta a letto, io devo interessarmi per forza anche se non me ne frega una cippa. Chiaramente, quando io parlerò del nuovo libro di TizioCaio che ho appena letto, o della nuova fanfiction che ho appena scritto, però, non devo aspettarmi che la gente mi ascolti e che non mi interrompa ogni dieci secondi.
Il meraviglioso detto “due pesi, due misure”: se lo fa TiziaX, piccinina, è giusto; lo fai tu, sei una merdaccia.
Ora: quest’anno di gente che mi ha rotto il cazzo dicendomi che ero una merdaccia senza cognizione di causa ne ho trovata tanta ed è stata tutta eliminata dalla mia vita, sotto la catalogazione di “persona inutile”.
Doverlo fare con qualcuno che conosco da quasi dieci anni, in effetti, mi causa dispiacere… ma neanche poi troppo, se pensiamo che questo splendido elemento della società d’oggi è andato a pestare i piedini dicendo che io sono brutta e cattiva perché non l’ascolto e gnè gnè gnè, senza poi neanche degnarsi di farmelo sapere (è fantastico come io litighi con la gente senza saperlo XD Un giorno mi troverò un killer stipendiato a casa che mi ucciderà, e io non saprò mai perché XD), per poi farmi capire che la mia presenza non è per nulla gradita, per niente richiesta e varie ed eventuali simili cazzate da bimbettini del Mariuccia.
Chiariamo la cosa: se la mia presenza non è gradita, a me non importa. Sto bene a casa mia, non me ne frega una minchia di uscire con gente a cui la verità la devi cavare via con le pinze, che pensa di agire nel giusto invece, alla fine, si innalza a paladino dell’amore e della giustizia, quando giusto due settimane prima non faceva altro che dire “troia di lì” e “budello di là”, se vogliamo mettere in tavola tutte le briscole.
Io. Me. Ne. Sbatto. Il. Cazzo. E. Non. Me. Ne. Frega. Assolutamente. Nulla.
Però lo voglio sapere, perché cascare dal pero non piace a nessuno e, be’: abbiamo ventitré anni, tra tutte, un minimo di comportamento adulto sarebbe più lecito di un comportamento da Asilo Mariuccia.
Non so, per altro, se essere più incazzata con TiziaX o con TiziaY: una tornava e, finché gli faceva comodo, ti invadeva il telefono di sms, per poi arrivare al fatto che ho dovuto sapere che era tornata dal proprietario del bar dove andiamo sempre, visto che ha deciso che le faccio schifino. L’altra, ora che TiziaX ha deciso che la mia presenza è superflua, le regge i giochini del Mariuccia…
Ma sono io che chiedo troppa correttezza e pochi scassamenti di coglioni al popolo, commettendo un errore madornale…
Senza contare che, chiaramente e come tutte le volte, è colpa mia…
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